Motogp Indianapolis 2015

Ad Indianapolis Marquez impone la sua legge, ora comincia davvero a far paura. Lorenzo continua a litigare con le gomme, fatica in qualifica con quelle "vecchie" e vola in gara con le "nuove" ma non abbastanza. Rossi al solito cilecca la qualifica e moltiplica pani e pesci in gara continuando l'incredibile striscia di podi consecutivi. La classifica intanto si riaccorcia e domenica si corre di nuovo! A seguire i miei commenti.

Il dubbio che, oltre al telaio dell'anno scorso, anche le gomme senza edge rubber stessero dando una grossa mano a Marquez viene dissipato ad Indianapolis, Marc vola in qualifica con le medie senza edge rubber e vola in gara con le dure con edge rubber... festeggia mentre gli avversari cominciano a temere l'inizio di una striscia infinita di vittorie del campione in carica. Chi continua a litigare con le gomme invece è Lorenzo, in qualifica deve metterci molto del suo per non soccombere alle odiate 2014 che non digerisce, con quelle nuove invece in gara torna a volare ma questa volta non basta contro il campione della Honda.
Rossi da un lato continua a non digerire questa pista e dall'altro fallisce nuovamente la qualifica, poi però, come sempre, avviene il miracolo della domenica e si mette a girare su un passo che nelle prove non aveva mai visto, salvo un paio di giri isolati. La pessima posizione di partenza gli fa perdere il treno dei primi due ma arriva l'ennesimo podio consecutivo che gli permette di limitare i danni e mantenere la testa della classifica.
La notizia più inquetante del weekend è però quella del fantasma di Stoner che domenica si impossessa di Laverty! Guardate l'immagine, a quanto pare alla Dorna manca davvero tanto Casey!

Marc Marquez: seconda vittoria consecutiva e striscia positiva di tre gare, il campione è tornato e questa volta se ne frega anche delle gomme. Una gara intelligente la sua, tutta a rimorchio di Lorenzo, il capolavoro a tre giri dalla fine quando Jorge prova ad ammazzare la gara con un giro record, Marc non solo glielo copia, ma al giro successivo lo fulmina e va a prendersi una vittoria sontuosa coronata da pole e giro veloce. Il distacco in classifica è ancora abissale, 56 punti, ma ora il piccolo diavolo comincia a fare paura.

Jorge Lorenzo: tornano le gomme con edge rubber e lui torna a sorridere, bravissimo in qualifica quando con le altre riesce comunque a prendersi la prima fila, fulminante in partenza e devastante nell'imporre il suo passo, il problema è che nonostante tutto continua ad avere Marquez che gli rampa sulla gomma posteriore. Jorge allora prova il capolavoro a tre giri dalla fine quando cambia di colpo ritmo e stampa un giro record, una mossa che taglierebbe le gambe ai più ma Marquez non è uno qualunque e contrattacca chiudendo la partita. E così Lorenzo deve accontentarsi del secondo posto e di quattro punticini rosicchiati al compagno.

Valentino Rossi: l'impressione è che potrebbero anche scoppiare un uragano ed un terremoto durante la gara e lui salirebbe comunque sul podio, la gara di Indy per lui è la classica da bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, il podio gli permette di tenere a meno nove Lorenzo ed il passo tenuto in gara, mai visto nel resto del weekend, conferma la propensione al miracolo domenicale. Dall'altra parte però con quel passo avrebbe anche potuto infastidire i primi due se non avesse bucato ancora una volta le qualifiche. Resta il mistero su come possa abbassare di svariati decimi il suo passo direttamente in gara.

Daniel Pedrosa: prima della gara dice che non pensa ad aiutare il compagno ma bensì alla vittoria, a questo punto la sua gara non può che essere deludente, non solo perde il treno dei due fuggitivi ma, alla fine, perde anche il duello con Rossi e così non vince, non aiuta il compagno e non sale nemmeno sul podio.

Andrea Iannone: col quinto posto perde il terzo in classifica ma oramai era solo questione di tempo, la Ducati sembra aver perso lo smalto delle prime gare e la lotta per il podio sembra un miraggio, lui però ancora una volta fa tutto il possibile, non commette errori ed è il primo dietro ai quattro imprendibili alfieri di Honda e Yamaha.

Bradley Smith: il compagno ha già rinnovato e lui no, in televisione, dopo l'ottima qualifica, lo sminuiscono dicendo che tanto in gara non si ripeterà... niente di più falso, Bradley è oramai una certezza, arriva quasi sempre davanti al più quotato compagno e continua a fare ottima gare. Il sesto posto in scia a Iannone ed i quasi nove secondi rifilati a chi divide il box con lui non sono poca roba, e non dimentichiamo il quinto posto in classifica.

Cal Crutchlow: gli exploit di inizio stagione sembrano un ricordo lontano ad Indy pasticcia subito in partenza e finisce anche per spedire per prati Dovizioso che perde un mucchio di tempo. Alla fine Cal chiude ottavo ed Andrea gli arriva a poco più di un secondo...

Andrea Dovizioso: la jella continua a perseguitalro visto che alla prima curva si trova per prati quasi senza colpa, dico quasi perchè la pessima qualifica lo costringe nella scomoda posizione di centro gruppo. Bravo poi nella rimonta che lo porta fino al nono posto, però le aspettative sono ben altre. A parziale consolazione il fatto che col passo mostrato avrebbe tranquillamente lottato per il quinto posto.

Danilo Petrucci: in qualifica stupisce tutti con un gran giro, in gara inevitabilmente soffre di più con la sua vecchia Ducati, Danilo fa comunque una gran gara, entra un altra volta nei dieci e rifila sette secondi al compagno.

Aleix Espargaro: se la Ducati è in calo la Suzuki lo è ancora di più, lui però sembra in depressione e sta cominciando a prenderle un pò troppo spesso dal debuttante compagno di squadra. Il quattordicesimo posto ad Indy a più di venti secondi da Vinales delude parecchio.

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