Superbike Aragon 2015

Al ritorno in Europa il mondiale Superbike regala spettacolo, belle gare e con l'avvio delle stagioni di Superstock 1000 e 600 anche numeri da circo. La Ducati poi riesce ad interrompere un digiuno lunghissimo! Vi racconto cosa ho visto e le mie impressioni sulle gare.

Superbike: la prima gara ha mandato in ospedale tanti spettatori, merito ti Chaz Davies che con due staccate furibonde all'ultimo giro ha distribuito infarti via etere, la seconda è stata un pò più noiosetta nelle prime posizioni, dietro se le sono suonate di santa ragione ma la regia ha deciso di privarci di questo spettacolo. Dopo tre appuntamenti il mondiale sta già prendendo una piega decisa, Rea è in fuga in campionato e solo Haslam riesce a corrergli dietro anche se col fiatone.

Chaz Davies: l'inglese su una pista che ama regala spettacolo, nella prima gara ingaggia un duello a suon di staccate impossibili con Rea ma deve accontentarsi del secondo posto, nella seconda va in fuga e riporta la Ducati alla vittoria dopo la bellezza di 58 gare, una cosa impensabile fino a qualche anno fa per la casa italiana. Niente da dire, è stato sontuoso, ora serve vincere anche lontano da Aragon.

Jonathan Rea: è malato e non in ottime condizioni e cosa fa? Nella prima uscita resiste a Davies come una faro alle onde del mare, nella seconda capisce che per stare dietro all'alfiere Ducati bisogna rischiare troppo e controlla la situazione. Insomma quattro vittorie e due secondi posti in sei gare, Rea vuole il mondiale e lo dimostra non solo con la velocità ma anche con l'intelligenza, al momento è difficile capire chi possa rovinargli i piani.

Tom Sykes: dopo la pole ed il tentativo di fuga in gara uno sembra tornato il Tom di sempre ed invece prima subisce il ritorno del compagno e di Chaz dovendosi accontentare del terzo gradino del podio e nella seconda uscita fa un volo pauroso nel tentativo di non perdere il contatto dai primi. L'inglese è in difficoltà e rischia di entrare in una spirale negativa, un vero peccato per uno che negli ultimi tre anni non ha mai fatto peggio di secondo in campionato.

Leon Haslam: l'Aprilia va un pò in difficoltà, soprattutto con le basse temperature, ed Haslam la mattina è costretto a lasciar scappare gli avversari ed accontentarsi del quarto posto. Nella seconda uscita riesce a stare più attaccato a Rea ed a salire sul podio senza però riuscire nemmeno a provare un attacco. L'impressione è che non abbia tirato fuori la grinta necessaria e quest'anno, se vuole battere Rea, deve davvero dare tutto e sempre.

Ducati: 58 gare senza vittoria sono un incubo per la regina della Superbike, grazie a Chaz la striscia negativa si ferma qui, ora è necessario trovare continuità per non iniziarne un altra. Dopo buone prestazioni in Australia e grandi difficoltà in Thailandia arriva un fine settimana sontuoso qui in Spagna, fra una settimana ad Assen potremo capire di più il livello raggiunto dalla Panigale.

Jordi Torres: un quinto ed un quarto posto non sono male ma lo spagnolo fa ancora fatica a guidare l'Aprilia come dovrebbe, lo sa anche lui e non lo nasconde ma serve un salto di qualità per lottare coi primi. A simpatia invece non è secondo a nessuno ed i suoi siparietti e le interviste strappano sempre sorrisi e risate.

Xavi Fores: non si può considerare completamente un debuttante e conosce bene la Panigale, questo però non può far dimenticare che è un sostituto e a differenza degli altri non ha fatto test e nemmeno le prime due gare. Per questo il sesto e quinto posto sono comunque da considerarsi due buonissime prestazioni.

David Salom: non finisce gara uno ma nella seconda porta la Kawasaki Pedercini al sesto posto, migliore dei privati, una gran prestazione che merita un plauso in più per aver avuto la meglio in un gruppo di infoiati che si è preso a sberle per tutta la gara.

Ayrton Badovini: un prestazione superlativa in qualifica e due ottime gara, anche se la prima conclusa con una caduta, se si pensa che fino a pochi giorni fa era a piedi non si può che fargli i complimenti.

Honda e Suzuki: la prima continua a mettere in crisi i propri piloti e raccoglie un ottavo ed un nono posto, la seconda invece va in crisi di elettronica e vede a malapena il traguardo. Due grandi case che stanno davvero deludendo. 

Supersport: la gara diverte finchè Cluzel è della partita, una volta che la sua MV lo tradisce, di nuovo, per Sofuoglu diventa ordinaria amministrazione vincere ed allungare in campionato. Sul podio ci vanno anche Jacobsen, che fa numeri assurdi, e Smith. Per il turco è la prima vittoria della stagione ed anche la candidatura alla vittoria finale, per Cluzel un incubo, poteva essere a punteggio pieno ed invece il suo mondiale sembra già compromesso dopo sole tre gare!.

MV Agusta: la moto è velocissima ed il pilota un drago, l'affidabilità però è un disastro e così si finisce per perdere il mondiale. La doppietta australiana ci aveva fatto sognare ed invece i due guasti consecutivi che hanno appiedato Cluzel hanno reso il mondiale dannatamente complicato. La classifica è ancora cortissima ed il francese ha trenta punti di distacco da Sofuoglu, tra lui ed il turco ci sono però altri sei piloti.

Superstock 1000: il debutto della Stock ci regala una bella gara combattuta, si potrebbe riassumere dicendo che Savadori fa la gara e Tamburini la vince. I due comunque meritano entrambi i complimenti ed è bello vedere giovani italiani protagonisti. Sul podio ci va anche l'esperto Coghlan e con lui una nuovissima Yamaha al debutto, se il buon giorno si vede dal mattino... attenzione al rientro in Superbike! E invece un pò mancata la Ducati, solitamente protagonista del campionato, soprattutto per un inizio gara complicato, alla fine De Rosa e Jezek ci hanno regalato due belle rimonte che si sono però fermate al quarto e quinto posto.

Superstock 600: doppio appuntamento per il debutto della Stock 600 dove i ragazzini terribili ci hanno fatto drizzare i capelli. Protagonisti assoluti Razgatlioglu e Rinaldi, il primo, pupillo di Sofuoglu, è stato impeccabile ed ha portato a casa doppietta e testa del campionato, con abbozzo di fuga, il secondo ci ha esaltato. L'italiano ha dato tutto ed in entrambe le gare si è arreso solo all'ultimo giro, nella prima all'ultima curva, nella seconda durante l'ultimo giro ruzzolando nella sabbia nel tentativo di non mollare il turco. Dietro di loro Caricasulo ha dovuto lottare con la mancanza di velocità della sua Honda ma i due podi gli permettono di raccogliere punti buoni. Sul podio della seconda uscita anche l'esperto Duwelz.

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