Superbike Assen 2015

Sulla sua pista di casa, anche se adottiva, Rea distrugge gli avversari e prosegue la stagione con un ruolino di marcia da vero dominatore. L'unico a non soccombere è Davies con la sua Ducati che fa vedere delle belle cose.  Vi racconto cosa ho visto e le mie impressioni sulle tutte le gare della giornata.

Superbike: seconda doppietta stagionale, sei vittorie e due secondi posti in otto gare, solo dieci punti lasciati per strada ed un vantaggio sul secondi di 50 punti, bollare il mondiale già chiuso al quarto appuntamento sarebbe un errore madornale ma non rendersi conto che, salvo imprevisti, questa potrebbe essere la stagione di Rea lo sarebbe altrettanto. La classifica sembra dire che Haslam sia l'unico a poter provare ad arginare l'alfiere della Kawasaki ma quanto visto nelle ultime due gare parrebbe dare lo scettro di sfidante a Davies, il ducatista paga in classifica la debacle della Thailandia, ma nelle altre gare è sempre salito sul podio.

Jonathan Rea: non ci sono parole, in Olanda ha fatto letteralmente il bello ed il cattivo tempo, nella prima gara ha volutamente rallentato il ritmo per preservare le gomme, senza che nessuno riuscisse a superarlo, per poi provare la fuga, nella seconda ha piegato il compagno di squadra e ha contenuto il ritorno di Davies... tutto questo senza, almeno all'apparenza, dare tutto. Gli avversari avrebbero dovuto pagarlo per rimanere in Honda!.

Chaz Davies: le prova tutte per vincere e, nonostante paghi pegno in accalerazione, salta gli avversari con sorpassi decisi e spettacolari, tutti tranne uno, Rea, purtroppo per Chaz il suo avversario su questa pista era quasi imbattibile sulla Honda, in verde è semplicemente inarrivabile. Chaz comunque negli ultimi due appuntamenti ha raccolto una vittoria e tre secondi posti che aggiunti a due terzi in Australia fanno un ottimo bottino, non fosse per le due cadute thailandesi sarebbe lui secondo in classifica. Guida con una cattiveria incredibile e sembra non aver paura di niente e nessuno, ad Imola potrebbe provare il colpaccio, Rea permettendo.

Michael van der Mark: mi inchino, il giovane olandese sembra dover cadere ad ogni curva, guida come un pazzo con la Honda che sembra voler rotolare nell'erba a tutti i costi eppure alla fine con cattiveria, chiedere ad Haslam, porta a casa due podi che fino ad Aragon per la Honda sembravano un miraggio. Vero che questa è la pista di casa per lui ed il team ma Michael è alla quarta gara in Superbike ed il confronto col compagno restituisce la misura di quanto sia stato lui a fare la differenza. Per altro con questi due terzi posti interrompe il dominio assoluto dei britannici che nei primi appuntamenti avevano occupato tutte le posizioni dei podi.

Leon Haslam: l'Aprilia conferma l'avversione alle basse temperature e due quarti posti non sono una tragedia, l'impressione però è che non ci metta quella cattiveria necessaria per provare almeno ad agguantare il podio, in pista sembra arrendevole tanto quanto Sykes e così non si vincono i mondiali.

Tom Sykes: irriconoscibile, in perenne lite con la moto, arrendevole... i due quinti posti di Sykes sembrano un calvario. L'inglese ci prova con una bella pole ed il tentativo di fuga in gara due ma non riesce ad evitare di essere impallinato dagli avversari e non reagisce. Sicuramente Rea è un compagno scomodo ma sembra esserci dell'altro perchè Tom non le prende solo da lui ma anche da altri che l'anno scorso difficilmente gli stavano davanti. Sta decisamente faticando ad adattarsi alla nuova moto ed è indispensabile trovare una soluzione coi sui tecnici per evitare di cadere in apatia.

Ducati: conferma una buona forma, se si esclude la Thailandia non ha mai mancato il podio e nelle ultime due gare è stata l'unica, con Chaz, a tenere il passo del dominatore della stagione. Per lottare per il titolo manca ancora qualcosa ma se si pensa ai risultati di qualche mese fa c'è da essere più che contenti.

Leon Camier: porta per due volte la MV nei dieci, non sarà un fenomeno ma secondo me sta facendo un buon lavoro.

Supersport: botte da orbi concluse con lo schiaffone di Sofuoglu a Cluzel all'ultima variante che regala la vittoria al turco e tanta rabbia al francese. Approvo la decisione della direzione gara, penalizzare Kenan sarebbe stato eccessivo, anche se una tiratina d'orecchi non farebbe male perchè il pilota Kawasaki ci mette tanta furbizia, in entrata quando allarga la gamba ben oltre il normale per restringere la pista a disposizione dell'avversario, e in uscita quando gli sbatte letteralmente la porta in faccia senza lasciargli un millimetro di pista ben sapendo che il contatto sarebbe stato inevitabile, per furtuna Julez riesce a non cadere ed a terminare secondo. Sul podio un sempre più convincente Smith. In classifica Sofuoglu allunga, Jacobsen insegue a 25 punti, Cluzel e Smith a 35.

Superstock 1000: il vincitore della prima gara ci regala un brutto brivido quando alla conclusione del primo giro tampona un avversario e cade in pieno rettilineo con gli avversari che lo schivano per un pelo, la scena ci riporta a brutti ricordi, per fortuna bandiere gialle tempestive ed ottima visibilità evitano il peggio. Tamburini poi non riuscirà più a ripartire, dopo la bandiera rossa, a causa di problemi meccanici. L'interruzione non cambia i destini della corsa con Savadori e la sua Aprilia che sbancano Assen e si portano in vetta al mondiale contenendo il tentativo di rimonta di un ottimo De Rosa. Il pilota Ducati col secondo posto in gara guadagna anche il secondo in classifica a dodici punti dalla vetta. Chiude il podio un altra Ducati, quella di Jezek.

Superstock 600: la stagione 2015 sembra avere due soli protagonisti Razgatlioglu e Rinaldi, e ad Assen arriva la conferma, il turco e l'italiano combattono per tutta la gara a suon di sorpassi e giri veloci, alla fine però Rinaldi, pur provandole tutte, deve arrendersi ancora una volta alla superiorità dell'avversario e per Razgatlioglu arriva la terza vittoria in altrettante gare. Il duello è rimandato ad Imola dove Rinaldi proverà a sfruttare il fattore "casa" per ribaltare la situazione. Sul podio anche Tuuli che la spunta su un gruppetto agguerritissimo. In classifica ovviamente il turco domina a punteggio pieno con trenta punti su Caricasulo e trentacinque su Rinaldi.

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