Motogp Rio Hondo 2015

In Argentina abbiamo visto il primo scontro diretto di una guerra che potrebbe durare tutto l'anno e che promette botte da orbi. La prima battaglia è stata vinta da un sontuoso Rossi che ha messo KO Marquez. Continuano a soprendere la Ducati e Dovizioso. Vi racconto cosa ho visto durante la gara,

Valentino Rossi: lo scorso anno avevo riso in faccia a chi, ancora a metà stagione, sosteneva che Rossi avrebbe potuto vincere il mondiale, ma quest'anno le cose sono cambiate, il vecchietto della Motogp è in uno stato di grazia che non si vedeva da tanto, ci crede e fa bene, perchè se continua così potrebbe davvero farcela. In Argentina è stato semplicemente perfetto, la squadra ha il merito di mettergli in mano una moto impeccabile con un scelta di gomme geniale, ma è lui a farla funzionare, a rimediare velocemente alle solite qualifiche disastrose condite da pessime partenze, a crederci anche quando il distacco da Marquez sembra incolmabile e ad imporre un ritmo a suon di giri record. Dopo aver superato Marquez gli sbatte la porta in faccia con tanta malizia, ma non è una novità per Rossi, sul contatto successivo che causa la caduta dello spagnolo però non ha nessuna colpa, è lui davanti e non fa altro che impostare la sua traiettoria. In moto sembra essere ringiovanito di dieci anni, davanti ai microfoni di venti ma rientra perfettamente nel personaggio, Marquez è avvisato. 

Marc Marquez: in qualifica guida nuovamente come un indemoniato e distrugge gli avversari, sembra la premessa di un altro dominio. In gara però le cose vanno diversamente, prova la fuga ben sapendo che con le gomme più morbide potrebbe arrancare sul finale, quando gli segnalano la rimonta di Rossi decide di risparmiarle un pelo e prepararsi per la battaglia. Nel momento cruciale però stecca clamorosamente, forse innervosito dal contatto nella curva precedente. La caduta è un errore suo, appiccicare la sua gomma davanti a quella dietro del rivale, in quel punto, è un azzardo che può solo finire male ed infatti... Questo però è il suo unico errore, chi lo accusa per la scelta delle gomme o per non essersi accontentato sbaglia, se non avesse provato a rispondere a Rossi non sarebbe Marquez e non avrebbe vinto tutto quello che ha vinto fin ora, in fondo nemmeno l'italiano si è accontentato quando si è lanciato nella furiosa rimonta.

Andrea Dovizioso: la Ducati si conferma un ottima moto anche su un circuito sulla carta avverso, lui però la guida da dio! Il regolamento non gli permette nemmeno di provare la gomma che usa Rossi e quindi monta la stessa di Marquez, sembra però non accorgersene e quando Rossi lancia la rimonta lui gli si incolla e non lo molla fino agli ultimissimi giri. La terza medaglia d'argento consecutiva gli casca nelle mani grazie alla caduta dello spagnolo ma il suo ritmo nella seconda parte di gara è da applausi. In classifica è secondo a soli sei punti da Rossi, se in Ducati riusciranno a mantenere questi livelli potrebbe diventare un vero grattacapo per tutti.

Cal Crutchlow: in tanti lo davano per bollito ed invece all'inglese sono bastate tre gare per prendere in mano questa Honda, continua a guidarla come se stesse in groppa ad un cavallo imbizzarrito ma in Argentina riesce anche a domarlo. Non tiene il passo dei primi tre ma non molla e nelle ultime curve fulmina Iannone andandosi a prendere il podio. Speriamo che ora trovi la costanza per stare li davanti perchè questo è il Cal che vogliamo vedere. Dopo il traguardo forse esagera un pò ma è nel suo personaggio e la frustrazione da sfogare era tanta.

Ducati: che dire, un altro secondo posto e due piloti nelle prime tre posizioni del campionato, nella classifica costruttori è davanti anche alla Honda... l'inizio di stagione sembra un sogno ora l'importante è non svegliarsi prima di Valencia!

Andrea Iannone: perde il podio per un ingenuità, questo è vero, ma nel complesso continua a piacermi sia in pista che fuori. Sulla moto tiene il suo ritmo, che non è per niente da buttare paga meno di tre secondi al compagno, e non commette errori portando a casa altri punti preziosi ed il terzo posto in classifica, scusate se è poco. Davanti ai microfoni smentisce al volo i voli pindarici psicologici di Meda che vede un box Ducati spaccato dalla rivalità tra i due piloti... per il commentatore queste fesserie sono un abitudine (ancora festeggio perchè non lo devo più sentire in SBK) ma Andrea è chiaro nel dire che il compagno ha più esperienza e sta facendo un gran lavoro e che lui è arrabbiato solo con se stesso per aver perso il podio.

Jorge Lorenzo: in Qatar il casco, negli states una bronchite e qui? Jorge è irriconoscibile, sembra la brutta copia di quello che nel 2013 aveva fatto vedere i sorci verdi a Marquez, a mancargli e proprio il suo punto di forza, il ritmo costante e devastante con cui annichiliva gli avversari. In avvio ci prova ma finisce presto e piano piano retrocede inesorabilmente senza per altro opporre grossa resistenza. Serve un riscatto e serve in fretta.

Bradley Smith:  l'inglese è una delle soprese di questo 2015, continua ad essere uno dei migliori tra i privati, non commette errori e continua ad arrivare davanti al più quotato compagno di squadra. Ci avrà pur messo un pò di tempo ma sembra aver trovato il bandolo della matassa e in questo va riconosciuto del merito anche al team che ha continuato a credere in lui. 

Aleix Espargaro: dopo una qualifica stellare ed un buon avvio deve fare i conti con la moto che guida che, soprattutto nel dritto, paga tanto alle rivali. Quando vieni passato con facilità nel dritto diventa difficile rispondere e mantenere il proprio ritmo, il settimo posto finale è comunque un buon risultato soprattutto se si considera che per la Suzuki è solo la terza gara.

Jack Miller: il dodicesimo posto finale non è da strapparsi i capelli ma in Argentina, alla sua terza gara in Motogp, riesce a battere in volata Barbera e a risultare il migliore delle moribonde Open. Una gran risposta a chi dubitava del suo triplo salto carpiato di categoria, il talento c'è ci vuole solo la pazienza per fare esperienza.

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