Superbike Imola 2015

E con Imola siamo a otto vittorie e due secondi posti in dieci gare, Rea sta distruggendo gli avversari che cambiano di gara in gara, questa volta è Sykes a provarci senza successo. Intanto torna alla grande Giuliano ed è l'unica buona notizia per Ducati.  Vi racconto cosa ho visto e le mie impressioni sulle tutte le gare della giornata.

Superbike: terza doppietta stagionale, otto vittorie e due secondi posti in dieci gare, solo dieci punti lasciati per strada, 24 punti di media a gara ed un vantaggio sul secondi volato ad 87 punti. Rea sembra sempre più padrone del mondiale e pare che solo un miracolo, per gli altri, o una catastrofe, per lui, possano levargli il titolo. Dietro Haslam fa disastri e Davies viene lasciato a piedi due volte dalla moto perdendo tanti punti e rilanciando Sykes in quella che pare la lotta per il secondo posto.

Jonathan Rea: onestamente non so più cosa dire, gli manca solo la pole, in gara però è perfetto, in tutte le condizioni e non lascia speranze agli avversari. A guardarlo in pista non pare nemmeno che stia tirando da tanto è preciso e questo dovrebbe far capire tante cose, in passato, sulla Honda, era considerato un pilota molto incline all'errore, dalla guida sporca e poco costante, ora non sbaglia nulla!

Tom Sykes: serviva urgentemente un riscatto e Tom, almeno in parte, lo trova in Italia, nella brevissima gara 1, dopo la bandiera rossa, senza un errore avrebbe anche potuto provare a battere Rea, nella seconda uscita semplicemente si arrende e nel dopo gara fa i complimenti al compagno. Il Rea di quest'anno sembra imbattibile, ma almeno Tom è tornato nelle posizioni che gli spettano.

Davide Giuliano: torna in pista dopo il bruttissimo infortunio di inizio stagione che gli ha anche impedito di allenarsi, il sabato stupisce tutti con una pole tutta cuore e cattiveria. In gara 1 porta a casa un podio meritatissimo, nella seconda uscita, stremato, lo sfiora soltanto. Davvero difficile chiedergli di più al rientro, Davide ha comunque dimostrato di non saper solo andare fortissimo ma di essere anche maturato tanto, lasciamogli il tempo di rimettersi in forma e ci farà di sicuro divertire.

Jordi Torres: lo spagnolo continua il difficile apprendistato con la Superbike, fa fatica e una pista complicata come Imola di certo non aiuta, ha però il merito, in gara 2, di non commettere errori e, sfuttando i problemi degli altri, salire sul podio. Non è di certo una prestazione fenomenale ma comunque è stato bravo ed ha regalato all'Aprilia un podio in una gara quasi disastrosa.

Chaz Davies: lasciato a piedi in entrambe la gare dalla moto, nella prima stava lottando per il podio e nella seconda aveva oramai il terzo posto nelle tasche, avrebbe potuto prendersi il secondo posto in campionato ed invece scivola in quarta posizione senza avere per altro colpe. Vince il premio per la sfortuna.

Leon Haslam: Aprilia qui ha sempre faticato tanto ma Leon questa volta ci mette del suo, prima limita i danni con un quarto posto, grazie anche al ritiro di Davies, poi finisce in terra poco dopo aver steso Van Der Mark. Conserva il secondo posto in campionato ma le speranze di lottare per il titolo si affievoliscono sempre più.

Ducati: ritrova Giuliano e conferma la competitività, paga però un doppio ritiro per problemi tecnici che costano tantissimi punti a Davies. Pensare al mondiale sembra un sogno molto lontano, però sia Davies che Giuliano nel resto della stagione potrebbero togliersi delle belle soddisfazioni, Rea e Kawasaki permettendo.

Sylvain Guintoli: ai problemi della Honda adesso ci si mette anche la sfortuna, sia lui che il compagno vengono stesi in gara due, nella prima però il francese è abilissimo a sfruttare la gara sprint dopo la bandiera rossa regalandosi un bel quinto posto. Vederlo festeggiare fa tenerezza e chiarisce ulteriormente la situazione in cui si trovano lui e la Honda, se il campione del mondo in carica gioisce per un quinto posto...

Ayrton Badovini: un quinto ed un sesto posto sono grandi risultati, anche se agevolati dai problemi degli avversari, e soprattutto meritati per l'italiano arrivato in corsa in un team tutt'altro che ufficiale. Ayrton vorrebbe anche di più ma a mio avviso sta già facendo tantissimo con quello che ha a disposizione.

Leandro Mercado: è forse il più penalizzato dalla bandiera rossa che lo ferma quando era quinto con ampio margine, alla fine lottando coi denti porta a casa un settimo ed un ottavo posto che sono ottimi risultati per un pilota che sta facendo esperienza e sta crescendo.

MV Agusta: il risultato finale sembra bugiardo o, per lo meno, condizionato dai problemi di affidabilità, la moto italiana però sta faceno grossi progressi e se si confrontano le prestazioni a quelle delle scorso anno il balzo è evidente, se riuscissero anche ad evitare i problemi potrebbero stare costantemente nella top ten.

Ramos: fin ora è stato relegato nelle posizioni di rincalzo ma oggi merita due parole perchè nella seconda gara fa un garone e sale fino al settimo posto finale. Il risultato sarà anche stato avvantaggiato dai tanti ritiri, ma lui non sbaglia e si mette dietro piloti più quotati di lui.

Suzuki: semplicemente un disastro, De Puniet non vede una bandiera a scacchi e Lowes si deve accontentare di un dodicesimo ed un decimo posto, serve urgentemente un intervento perchè Lowes non sarà un fenomeno ma non merita di sicuro queste figure.

Supersport: Sofuoglu centra il terzo successo consecutivo e commuove, il figlio è in pericolo di vita in un ospedale turco, a fine gara lo dice chiaramente, non avrebbe accettato altro risultato. Al solito l'unico avversario è Cluzel che le prova tutte fino alla fine ma una sbavatura gli impedisce di provare l'affondo sul finale. Il francese paga tanto i guasti consecutivi alla sua MV ad inizio campionato e così in classifica è terzo, tre punti dietro a Jacobsen, quarto oggi, e ben 40 a Kenan che sta allungando. Sul podio anche Zanetti, autore di una splendida gara, a completare la bella prestazione delle MV nella gara di casa.

Superstock 1000: Savadori vendica la gara dello scorso anno, centra il secondo successo consecutivo che, sommato al secondo della prima gara, lo lancia solitario in vetta al campionato. Tamburini è l'unico a provare a fermarlo ma deve accontentarsi del secondo posto, sia in gara che in classifica, a 25 punti dalla vetta. Terzo, in gara ed in classifica, Jezek, miglior Ducati. Sfortuna per De Rosa steso malamente da Marino.

Superstock 600: Razgatlioglu fa pokere con la quarta vittoria in quattro gare, questa volta oltre che bravo risulta anche fortunato quando viene quasi disarcionato dalla moto, oltre a stare in piedi per miracolo finisce per innescare, incolpevolmente, la caduta di Rinaldi che gli era in scia e non riesce ad evitarlo. Il mix bravura e fortuna è difficile da contrastare ed in classifica è già fuga a punteggio pieno e con più del doppio dei punti (100 a 45) su Caricasulo secondo e anche lui a terra qui. Sul podio, con due belle gare, ci finiscono due italiani, Mercandelli e Tucci, bravi.

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