Superbike Donington 2015

Per la prima volta quest'anno Rea non riesce a portare a casa nemmeno una vittoria, si conosola però con due secondi posti che valgono doppiette per la Kawasaki. A dominare oggi è Tom Sykes, a completare il podio entrambe le volte un ottimo Davies.  Vi racconto cosa ho visto e le mie impressioni su tutte le gare della giornata.

Superbike: un avvisaglia la si era avuta già ad Imola, a Donington Sykes conferma di essere tornato e lo fa con pole e doppietta, la terza in tre anni qui, che lo rilanciano in campionato, per lo meno nella lotta per il secondo posto. Rea infatti porta a casa, pur con qualche brivido, due secondi posti e lascia per strada solo dieci punti. La sua media resta ampiamente da mondiale come il suo vantaggio. Doppio podio per Chaz Davies che senza problemi torna ad essere l'unico a provare a reggere l'urto delle Kawasaki, limita i danni Haslam.

Tom Sykes: Donington è la sua pista, tre doppiette consecutive non lasciano molti dubbi, ma il Tom visto oggi sembra tornato quello dei tempi migliori, in qualifica torna ad essere Mister Superpole, in gara 1 vince dopo aver fatto a carenate con il compagno, nella seconda semplicemente se ne va con un ritmo insostenibile perfino per gli aerei che passano sopra alla pista. Questo weekend di sicuro non cambia la strada presa dal mondiale, ma se Tom dovesse continuare così potrebbe cominciare a mettere qualche grattacapo in più a Rea.

Jonathan Rea: parliamoci chiaro, più di cento punti di vantaggio sul secondo, una media impressionante di otto vittorie e quattro secondi posti in dodici gare e, se non bastasse, basta gara due per capire che questo è davvero il suo anno, rischia di essere lanciato direttamente in tribuna dalla moto ed invece, nemmeno lui sa come, resta in sella e rimonta fino al secondo posto! Resta però il fatto che da Donington riparte sconfitto e suonato dal compagno come non era mai successo quest'anno. Ora resta da vedere se sì è trattato di un caso o se tra i due da qui in avanti sarà guerra ad ogni gara.

Chaz Davies: archiviata la jellatissima gara italiana Chaz torna nel ruolo di unico antagonista dell'armata verde, se si guarda ai numeri si possono notare otto podi in dodici gare, compresa una vittoria, ed avrebbero potuto essere dieci se la moto non l'avesse mollato a piedi in entrambe le gare di Imola. Insomma l'inglese zitto zitto, se si esclude la disastrosa trasferta tailandese, è sempre lì e sta tenendo alto l'onore della Ducati tirandone sempre fuori il meglio che può.

Leon Haslam: da un lato Leon merita un applauso perchè i due quarti posti nelle sue condizioni fisiche dimostrano ancora una volta quanto l'inglese (sì anche lui e sono 4 nei primi quattro...) sia capace di soffrire e sacrificarsi, dall'altro resta il fatto che stia raccogliendo poco con una moto che negli ultimi anni ha vinto più titoli di qualunque altra.

Kawasaki: si parla di investimenti superiori agli altri e di moto quasi prototipo (che poi detto da Aprilia e Ducati fa un pò sorridere) ma la realtà e che Kawasaki sta dominando grazie alle scelte sui piloti, Sykes anni fa fu scartato da Yamaha e pareva non interessare nessuno, in Kawasaki ci hanno creduto, gli hanno dato in mano l'intero progetto e... il resto è storia. Avrebbero potuto "accontentarsi" ed invece durante l'inverno hanno strappato Rea alla Honda ed hanno messo in piedi un dream team che sta massacrando gli avversari.

Inglesi: in quattro dei sei appuntamenti 2015 hanno occupato tutti i gradini del podio, solo ad Imola ed in Olanda hanno ceduto il gradino più basso. In soldoni in tutte e dodici le gare i primi due sono stati inglesi... e non è un caso, innanzitutto la cultura motoristica inglese non ha eguali, poi il BSB, il campionato Suberbike Britannico, è di altissimo livello e, per chiudere in bellezza, negli ultimi hanno molti di loro non hanno accettato moto di rincalzo nel mondiale ed hanno preferito lottare per la vittoria qui.

Ayrton Badovini: anche qui, nella prima gara, porta la sua moto fino in quinta posizione, un risultato che in tanti si sognano appena, se si considera poi l'arrivo a mondiale iniziato, il team privato e tutto il contesto è una vera impresa. Nella seconda gara va un pò peggio e chiude nono, resta comunque una delle sorprese positive di questo mondiale.

Davide Giuliano: dopo lo scoppiettante ritorno di Imola forse le aspettative erano un pò troppo alte, Davide però, dopo buone qualifiche, si perde un pò in gara, nella prima problemi di gomme lo costringono ad un pitstop e lo levano dalle posizioni che contano, nella seconda chiude quinto e arrabbiatissimo. Serve un pò di pazienza.

Alex Lowes: vero che questa è la pista di casa, vero anche che la Suzuki nelle ultime gare non andava per nulla... appena la moto non è disastrosa Alex spalanca il gas e porta a casa due buonissimi sesti posti. Il confronto con il più quotato compagno è impietoso!

Jordi Torres: mi spiace perchè il giovane spagnolo è simpatico e divertente, però le gare passano e i suoi risultati al posto di migliorare sembrano peggiorare, negli anni passati due settimi posti con un Aprilia ufficiale sarebbero stati un fallimento, vero che questa moto non è la stessa degli scorsi anni, ma questo vale anche per gli avversari.

Sylvain Guintoli: normalmente due ottavi posti per il campione in carica sarebbero una tragedia, e in fondo lo sono, ma almeno Sylvain riesce a concludere entrambe le gare ed entrambe nei dieci.

Leon Camiera: la MV pian pianino sta migliorando ed il buon Leon ci mette del suo, in gara uno chiude nono portato a casa buoni punti, nella seconda, forse cercando di fare meglio, se fa prendere la mano e chiude nella ghiaia.

David Salom: acciaccato e dolorante è bravo nella prima gara a sfruttare i guai altrui ed a chiudere nei dieci.

Matteo Baiocco: in qualifica fa un gran giro e si regala un ottima posizione di partenza, in gara però fa un pò più fatica, peccato per la caduta sul finire della prima gara perchè nella seconda chiude nei dieci.

Supersport: e sono quattro consecutivi, Sofuoglu sembra inarrestabile ed i 55 punti di vantaggio in campionato cominciano a diventare una sentenza. Cluzel le prova tutte guidando come al solito oltre i limiti dell'impossibile ma contro il turco sembra volerci un miracolo. A conferma della bonta del campionato inglese fanno faville le wildcard che tirano pazzi i piloti del mondiale, a far strabuzzare gli occhi è il diciassettenne Ryde che in avvio si batte come un leone contro Sofuoglu e Cluzel e che alla fine conquista il podio fregando in volata Zanetti.

Superstock 1000: anche in Stock 1000 c'è un solo dominatore, Savadori dopo il secondo posto di avvio campionato non ha più perso ed anche qui non ha fatto sconti andando a vincere in solitaria. Tamburini col secondo posto resta il rivale più accreditato anche se ora i punti di svantaggio sono già 30. De Rosa, con la prima Ducati, completa un podio tutto italiano.

Superstock 600: a Donington non era in calendario la gara delle Superstock 600.

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