Motogp Mugello 2015

In Italia è tripletta di Lorenzo che non fa prigionieri, Iannone conferma la Ducati sul podio mentre Rossi limita i danni col terzo posto, per la Yamaha sono cinque vittorie su sei gare. Disastro Marquez, la Honda si consola con Pedrosa. Al Mugello invece si conferma la becera inciviltà del popolo giallo. Vi racconto le mie impressioni sulla gara di oggi.

Tifosi Canarini: lo so, non è una novità, anzi, oramai è diventata una costante, negli anni ho visto esultare per le cadute di Stoner e Biaggi (con tanto di coro devi morire!), ho visto fischiare chiunque sul podio non avesse sfumature giallo fluò, anche se italiano, prendere ad insulti e sputi tifosi di altri piloti e perfino infiltrazioni in altri campionati, ad Imola nella gara in cui Biaggi vinse il titolo Superbike c'erano tifosi canarini che lo insultavano! Tutto questo però non rende la cosa meno schifosa o più sopportabile, il boato e l'esultanza per la caduta di Marquez o gli ennesimi fischi alla premiazione di Lorenzo sul podio mi fanno orrore e sono il sintomo di un ignoranza alimentata per anni da certi pseudo giornalisti che ora si dissociano in diretta ma che negli anni scorsi negavano comprendo con dissertazioni varie i fischi a fine gara. Questo è il lato peggiore e più infimo del tifo, tutto il contrario della passione motociclistica, e non mi si venga a dire che capita anche in altri paesi, non mi interessa e non è una giustificazione, se uccido qualcuno non vengo scagionato perchè anche altri hanno commesso un omicido, se il mondo è pieno di incivili ed ignoranti non vuol dire che quando visto al Mugello non debba essere etichettato per quello che è, uno schifo!

Jorge Lorenzo: e sono tre, Jorge non si ferma più, è in uno stato di forma che non vedevamo da un paio d'anni e sembra inarrestabile, ammesso di non ricorrere ad armi non convenzionali. Al Mugello non ce n'è per nessuno, solo le Ducati riescono a mettergli il naso davanti per un paio di curve, poi Lorenzo le passa di forza, imposta un ritmo inavvicinabile per gli altri e scappa via. Con la terza vittoria consecutiva si porta a soli sei punti dalla vetta del mondiale e l'inerzia sembra al momento tutta sua. Vero Signore nel dopogara quando, a domanda diretta, risponde che i fischi sono cose che capitano e che i tifosi non sono tutti uguali, altri al suo posto avrebbero piagnucolato o contrattaccato con battutine al vetriolo.

Andrea Iannone: il più giovane dei due Andrea della Ducati continua a stupire e non tanto per la velocità quanto per la testa e la maturità. Iannone stampa una magnifica pole il sabato e domenica, nonostante i problemi alla spalla, che per lui evidentemente non è una scusa, riesce prima a cucinare a fuoco lento Marquez e poi a contenere la rimonta di Rossi, il secondo posto è meritatissimo. Ah, giusto perchè sia chiaro a tutti, la sua partenza è stata regolarissima, le nuove direttive non impediscono più il movimento sullo schieramento, l'importante è non superare la linea bianca prima dello spegnimento del semaforo. Se si guarda il replay si può notare che Andrea effettivamente si muove un attimo prima ma, essendosi fermato un pò indietro, supoera la linea bianca esattamente allo spegnimento del semaforo. Una partenza così non gli riuscirà mai più ma un pizzico di fortuna non è vietato dal regolamento.

Valentino Rossi: un altro fine settimana complicato che continua in una disastrosa prima parte di gara, Rossi ha il merito di non mollare mai e di raddrizzare la domenica con una superba rimonta. La caduta di Marquez ed il problema di Dovizioso lo aiutano, intanto però lui finisce per l'ennesima volta sul podio e lascia l'Italia ancora in testa al mondiale. Dopo tre gare in difesa è però necessaria una svolta, i punti di vantaggio sono oramai ridotti al lumicino e bisogna tornare all'attacco, basterebbe fare un pò meglio in qualifica e trovare il ritmo fin dai primi giri, anche perchè se Lorenzo continua così non gli si può concedere più nulla.

Dani Pedrosa: ogni volta che lo si da per finito lui risorge, il quarto posto non è un risultato eclatante ma se si considera lo stato del suo braccio, una pista fisica ed impegnativa ed il confronto coi compagni di marca... beh il risultato di Dani è tutt'altro da buttare oltre a salvare l'onore della Honda.

Yamaha: se Lorenzo è diventato uno schiacciasassi è anche merito di questa moto che, dopo aver preso legnate nei denti per tutto il 2014, sembra risorta. Cinque vittorie in sei gare, due piloti in vetta al mondiale ed una precisione in pista da sembrare su un binario, nel giro di pochi mesi si è trasformata in moto da battere.

Honda: superata da Yamaha e raggiunta da Ducati è la grande sconfitta di questo avvio di stagione, una sola vittoria ed una situazione molto preoccupante in classifica. A questo si aggiunge una moto che sembra poco sincera e traditrice, in francia ne avevano fatto le spese Pedrosa e Crutcholw, qui di nuovo l'inglese e Marquez, in tutti i casi con una perdita improvvisa dell'anteriore... per certi versi mi ricorda la Ducati dell'ultimo periodo di Stoner.

Bradley Smith:  ancora una volta migliore dei privati, ancora una volta senza errori, ancora una volta davanti al più quotato compagno, anche se questa volta in volata, il giovane inglese ci ha messo un pò a prendere la mano a queste moto ma, a costo di diventare ripetitivo, è la più bella sopresa di quest'anno e, dopo sei gare, oramai è una bella realtà.

Marc Marquez: un fine settimana da incubo in cui passa più tempo nelle vie di fuga che in pista, sempre a cavallo di un toro che prova a lanciarlo un ogni momento, in qualifica addiritture fallisce per due volte l'ingresso nella "qualifica buona" ed è costretto a partire tredicesimo. In gara tira fuori tutta la rabbia ed il talento con una partenza folle e furibonda, si innesta nel gruppetto di testa e prova a portare a casa almeno il secondo posto, quando però prova a forzare per avere la meglio su Iannone la sua moto lo scarica un altra volta nella ghiaia. In campionato è dietro alle due Yamaha ed alle due Ducati a meno quarantanove dalla vetta, un disastro.

Andrea Dovizioso: a fine gara è arrabbiato come lo si è visto raramente, sa di aver perso una grande occasione ed addirittura sembra pensare che avrebbe potuto provare a tenere il passo di Lorenzo. Immaginarlo battere questo Lorenzo mi pare difficile ma, facilmente, almeno il secondo posto era ampiamente alla sua portata ed invece... che non sia la sua giornata lo si capisce subito dal mattino, nel warmup dopo un giro di lancio in cui saluta i tifosi viene tradito dalle gomme fredde e scaricato nella ghiaia. Il Dovi però sembra tranquillo e convinto dei propri mezzi... peccato che la corona della sua moto inizi a perdere pezzi poco dopo l'avvio della gara finendo per costringerlo al ritiro.

Maverick Vinales: il giovane spagnolo sta pian piano crescendo e questa volta, col compagno messo fuori gioco, tocca a lui difendere i colori della Suzuki, il compito gli riesce benissimo ed il settimo posto è un ottimo risultato. Con questo risultato fa un bel balzo in campionato mettendosi anche dietro il compagno.

Michele Pirro: alla faccia del collaudatore, il buon Michele sfrutta benissimo l'occasione datagli dalla Ducati e con una gara di sostanza porta a casa un buonissimo ottavo posto.

Danilo Petrucci: nono in gara e nono in campionato, il buon Petrux sta facendo una buonissima stagione, merita però una tiratina d'orecchi per l'entrata su Aleix Espargaro che spedisce lo spagnolo dritto nella via di fuga a ruzzoloni.

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