Superbike Portimao 2015

A Portimao giro di boa del mondiale con il solito dominatore, la cavalcata di Rea e Kawasaki non subisce arresti al contrario dello sfortunato Sykes. Sul podio nelle due gare anche Giuliano e Davies con Ducati e Haslam con Aprilia. Punti buoni per questi piloti che però oramai paiono utili solo per decidere chi sarà il vicecampione del mondo.

Superbike: Un passo falso in Superpole, con partenza dall'ottava casella, non ferma Rea che infila un altra doppietta, complici anche le sfortune del compagno. La Ducati sale sul podio in entrambe le gare mentre Haslam con il terzo posto di gara due tiene aperta la lotta di vicecampione con Sykes e Davies, i tre sono nell'arco di ventidue punti e oramai non vedono più Rea lontano ben 124 punti!

Jonathan Rea: quarta doppietta stagionale, dieci vittorie e quattro secondi posti in quattordici gare, 330 punti su 350 assegnabili, questi non sono i numeri di un campione del mondo, sono quelli di un dominatore assoluto e totale. Mondiale già vinto? Nel 2002 un certo Troy Bayliss aveva fatto anche meglio e poi aveva perso il mondiale a fine anno, in quell'occasione però, mentre Troy vinceva a ripetizione, Colin Edwards faceva sempre secondo tenendo il leader a tiro, qui invece gli avversari si rubano punti a vicenda, incorrono in gare negative e sono oramai a distanze abissali. Sinceramente è difficile pensare, salvo congiunture inimmaginabili, che su questo titolo non ci sia il suo nome.

Tom Sykes: l'errore del compagno in qualifica gli aveva probabilmente fatto pensare di poter ripetere Donington, Tom per altro ha fatto due belle gare ed in entrambe era in lotta per la vittoria quando la sfortuna si è accanita su di lui. Nella prima uscita l'elettronica è impazzita inserendogli la mappa della pitlane, dopo un pò di bestemmie l'inglese è riuscito a rimettere le cose a posto ed a salvare la seconda posizione ma Rea era oramai fuggito, nella seconda la gomma posteriore si è lentamente sgonfiata rallentandolo un pò all'inizio e facendolo diventare un turista sul finale rendendogli impossibile fare meglio di ottavo. Da segnalare la prima gara quando, mentre tutti rientrano per il cambio gomme, lui prosegue, sembra un errore madornale destinato a rovinargli la gara ed invece, grazie ad un giro magistrale con le slick sotto ad un diluvio, perde pochissimo!.

Davide Giuliano: in gara uno sembrano tornare gli incubi della gara precedente con una condotta da gambero, il diluvio ed un team velocissimo a cambiagli le gomme lo rimettono però in carreggiata issandolo fino al quarto posto. Nella seconda uscita invece guida come sa e si prende di forza il podio che, grazie ai guai di Sykes, diventa anche un bellissimo secondo posto.

Chaz Davies: nella prima gara si conferma l'anti Kawasaki per eccellenza, dietro alla verdone, sul terzo gradino del podio, c'è ancora lui. In gara due va però in difficoltà e deve accontentarsi del quarto posto che lo tiene comunque in lotta per il secondo posto in campionato. Di lui, almeno sui media italiani, si parla poco ma secondo me sta facendo un ottimo campionato garantendo sempre punti buoni alla Ducati.

Leon Haslam: ancora dolorante per il botto di Imola Leon potrebbe portare a casa due podi, nella prima gara però rovina tutto cadendo appena montate le gomme da bagnato, si riscatta nella gara successiva con un buon terzo posto che lo riporta sul podio dopo tre appuntamenti all'asciutto e, grazie alle disgrazie di Sykes, lo tiene il lotta per la seconda posizione.

Sylvain Guintoli: la Honda, pur non valendo le avversarie, pare pian piano in crescita ed il francese dimostra tutta la sua concretezza, quinto in gara uno e sesto nella seconda, battutto in volata dal funanbolico compagno.

Matteo Baiocco: questa volta conferma in gara quanto fatto vedere in qualifica, soprattutto in gara uno quando chiude sesto facendo bene sia sull'asciutto che sul bagnato. Soffre un pò di più nella seconda gara ma riesce comunque a chiudere nella top ten.

Leandro Mercado: continua a crescere e questa volta si toglie delle soddisfazioni centrando la top ten in entrambe le gare, ottavo nella prima complicata gara e nono nella seconda.

Ayrton Badovini: anche qui, nella prima gara, porta la sua moto fino in quinta posizione, un risultato che in tanti si sognano appena, se si considera poi l'arrivo a mondiale iniziato, il team privato e tutto il contesto è una vera impresa. Nella seconda gara va un pò peggio e chiude nono, resta comunque una delle sorprese positive di questo mondiale.

Jordi Torres: undicesimo e quindicesimo, indipendentemente dagli accadimenti della gara sono due posizioni deludentissime, il giovane spagnolo da inizio anno anzichè avvicinarsi ai primi continua ad allontanarsi, difficilmente lo rivedremo su un Aprilia ufficiale il prossimo anno.

Nico Terol: non mi sento di bocciarlo completamente perchè in mezzo ci si è messo anche un infortunio, resta che sia lui che la squadra si aspettavano risultati ben diversi. I due quindicesimi posti di questa gara gli... costano il posto, è ufficiale il divorzo consensuale, non si sa ancora chi vedremo al suo posto anche se il nume più probabile è quello di Canepa.

Randy De Puniet: la Suzuki è quello che è però almeno il compagno ci prova ed almeno in gara uno rientra nei dieci. Randy, visto anche il passato, è inguardabile comincio a pensare che quando lui e la squadra si separeranno sarà comunque troppo tardi.

Supersport: Sofuoglu e Cluzel tornano a suonarsela di santa ragione ed io per poco non cado dalla sedia, questa volta però non ci sono recriminazioni ed a spuntarla è il francese che riporta la MV sul gradino più alto del podio rosicchiato qualche punto al turco, il distacco comunque rimane importante, quaranta punti. Sul podio anche PJ Jacobsen che, nonostante il cambio di team e moto, si conferma terza forza del campionato anche se lontano dai due mattatori.

Superstock 1000: in Stock 1000 vale quasi il discorso della Superbike per gli inglesi, qui però a dominare è il tricolore italiano, su quindici posti disponibili sul podio nelle cinque gare l'italia se ne è presa ben dodici lasciando solo tre terzi posti. in Portogallo per altro, per la seconda volta consecutiva, il podio è tutto italiano con una gara magistrale di Tamburini (BMW) che piega Savadori (Aprilia), a comletare il quadretto è De Rosa con la Ducati. In classifica resta davanti Savadori con 25 punti, una gara piena, di vantaggio su Tamburini.

Superstock 600: niente da fare, i nostri ci provano in tutti i modi ma non c'è verso, nemmeno qui, dove era sembrato un pò in difficoltà, qualcuno è riuscito a tenere il naso davanti fino alla fine a Razgatlioglu che con la quinta vittoria su altrettante gare è a pochissimi punti dal titolo. Rinaldi e Caricasulo, nell'ordine dietro al turco, hanno combattuto come leoni ma ancora una volta non hanno potuto fare altro che rimandare alla prossima gara.

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