Stalker

Si è conclusa la prima ed unica stagione di stalker, una serie che non è mai davvero decollata riuscendo a catturare l'attenzione solo in parte. Spicca ancora una volta la Nikita Maggie Q, discutibili invece altri interpreti, una serie che non mi sento di consigliare, vi racconto perchè. Mi raccomando, se decidete di proseguire, attenzione agli spoiler che potrebbero esserci, siete avvisati!

La figura dello Stalker è entrata solo recentemente nella cerchia dei criminali più riconosciuti, è un argomento molto attuale e molto discusso, non soprende quindi che qualcuno abbia pensato di dedicarci una serie. Il fenomeno dello stalking inizia spesso con piccole attenzioni che si percepiscono a malapena, o addirittura fanno piacere, ma ben presto finiscono per opprimere e preoccupare e continua in crescendo con una serie di invasioni ravvicinate fino a scalare in un crescendo di persecuzione ed ossessione morbosa che può arrivare all'atto estremo. La cosa che lo caratterizza è proprio la serie di invasioni della privacy, i continui e ripetuti fastidi che lo configurano come un tortura lenta e lunga nel tempo che distrugge la vittima facendola sentire sempre insicura ed in pericolo. Per questo la serie secondo me sbaglia dall'inizio approccio, non è adatto un procedurale in cui in ogni puntata si analizza un diverso caso perchè non c'è il tempo per farlo come si deve, sarebbe stato molto più adatto dedicare un intera stagione, o almeno mezza, ad un singolo caso, un pò come fatto nella prima stagione di Murder in the first.
Alla produzione devono essersene accorti perchè ben presto viene inserita una storyline orizzontale che reguarda Perry, un giovane che inizia a stalkerare la protagonista fino a coinvolgere anche una sua vecchia conoscenza. Questa trama è una delle poche cose interessanti della serie, se non addirittura l'unica.
Per le stesse tematiche trattate qui sopra l'omicido della vittima è spesso l'ultimissimo step di uno Stalker e non sempre ci si arriva, anzi, e proprio considerando questa cosa che stona una violenza eccessiva ed a tratti fine a se stessa, fin dal pilot assistiamo ad uno Stalker che brucia le proprie vittime e gira con una maschera... caratteristiche che fanno più pensare ad un horror che tratta di serial killer.
A tutto questo vanno aggiunte le interpretazioni decisamente non all'altezza, se Maggie Q, replicando in parte Nikita con un personaggio all'apparenza durissimo ma che pian piano si scopre molto fragile, fa un buon lavoro, il resto del cast galleggia al livello della sufficienza fino ad arrivare alla mediocre interpretazione di Dylan McDermott nei panni di Jack Larsen, piatto, monocorde, con una sola espressione... un problema non solo delle interpretazioni ma anche di come sono scritti i personaggi, Jack che all'inizio sembra quasi un mostro si rivela poi un pezzo di pane, la ex moglie Amanda che lo vede come una minaccia letale ben presto lo riaccoglie in famiglia e gli permette di frequentare il figlio... insomma la maggior parte dei personaggi e lo sviluppo delle trame non convincono molto.
Non nego che nel cumine della vicenda di Perry e Ray la serie sia riuscita a coinvolgermi ma è comunque troppo poco... insomma la fine dopo la prima stagione è abbastanza meritata e non mi sento di consigliarvi la visione.

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