Hart Of Dixie

Con una quarta, brevissima, stagione ci saluta Hart of Dixie costringendoci a dire addio a Bluebell ed ai suoi abitanti. Sinceramente mi spiace perchè questa serie, anche se con qualche flessione, ha conquistato il mio cuore, vi racconto perchè. Mi raccomando, se decidete di proseguire, attenzione agli spoiler che potrebbero esserci, siete avvisati!

Hart of Dixie, come altre serie che mi hanno appassionato, è entrata nella mia vita quasi per caso, in una sera estiva in cui non avevo molto da fare, e mi ha subito conquistato facendomi divertire e strappandomi più di qualche risata. Il plot della serie è molto semplice, ad una giovane dottoressa newyorkese viene rifiutata la borsa di studio per una specializzazione in chirurgia, il motivo è il suo distacco dai pazienti e l'incapacità di empatizzare, le viene consigliato un tirocinio in una clinica per imparare ad ascoltare. Zoe, la dottoressa, dopo lo sgomento iniziale, rammenta un uomo misterioso, presente anni prima alla sua laurea, che le aveva offerto di lavorare nella sua clinica in un paesino sperduto in Alabama e decide di partire. Il resto è la storia degli effetti che un paesino come Bluebell avrà su Zoe ma anche di come lei influirà sulla tranquilla ed abitudinaria vità del piccolo paesino.
La trama di per se non è niente di speciale ma la forza della serie è il modo in cui viene raccontata, gli autori non cercano misteri, sotterfugi o mirabolanti colpi di scena per attrarre il pubblico, ma riescono a farci innamorare degli abitanti di Bluebell e della città stessa facendoci sentire, puntata dopo puntata, parte della comunità. Le piccole esagerazioni, gli eccessi ma, allo stesso tempo, la leggerezza e semplicità del racconto coinvolgono e permettono di passare un oretta di divertimento strappando più di qualche risata.
Il finale poi è la ciliegina sulla torta, in un universo contemporaneo di serie troncate senza una fine o concluse di corsa con finali pessimi, gli autori riescono a concludere degnamente strappando lacrime e sorrisi e facendoci dispiacere per la cancellazione della serie. Onestamente preferisco così, meglio una serie conclusa bene che trascinarsi per altre stagioni per poi rovinare tutto o, peggio, troncare per gli ascolti senza chiudere davvero.
Qui il finale è una degna conclusione che porta a termine tutte le trame aperte negli anni ma che, soprattutto, chiude il cerchio con la maturazione di Zoe Hart e di tutti i personaggi che la circondano, emblematico il momento in cui Brick rivela a Zoe l'insegna della clinica coi loro due nomi. Perchè in fondo la protagonista è lei, la giovane dottoressa viziata catapultata malvolentieri in quel paesino e che non vedeva l'ora di chiudere l'esperienza per tornare a New York, non solo ha finito per innamorarsi di Bluebell e costruirsi una vita lì, alla fine ha anche conquistato gli abitanti, che ora la sentono parte della comunità, e convinto il burbero dottore a prenderla come socia.
Ma la maturazione più soprendente e quella di Wade, lo sciupafemmine che tirava a campare si è trasformato in imprenditore, marito e padre! Sorprendente ma non incredible o forzata perchè il bello della serie è che tutti i personaggi hanno affrontato un percorso che li ha cambiati gradualmente. Molto gradito anche il lieto fine tra Lemon e Lavon due pedine fondamentali, e se la figura del simpatico sindaco, buono e amico di tutti, è risultata importante fin dall'inizio, quella della figlia maggiore di Brick sie è rivelata strada facendo. All'inizio Lemon era sembrata subito insopportabile ed antipatica, un personaggio di cui in tanti avrebbero fatto volentieri a meno, ed invece con il passare delle puntate abbiamo imparato a conoscerla e capirla fino a sentirne la mancanza quando, a causa della maternità dell'attrice, è mancata per quasi un intera stagione. La flessione, del livello e degli ascolti, della serie è coincisa proprio con la sua assenza per avere un impennata, almeno per quanto riguarda la storia, al suo ritorno, un motivo ci sarà. Anche la sua tranuillità finale e la capacità di accettare tranquillamente di non essere al centro dell'attenzione non sono del tutto una sopresa, la sua maturià si era già vista nella scelta su come gestire il rapporto con la piccola sorellastra.
Funzionali al racconto sono però stati tutti i personaggi, anche quelli di secondo piano, di ognuno di loro ci rimarrà almeno un ricordo ma su tutti spicca Rose che ha stretto da subito un solido rapporto con Zoe, diventando come delle sorelle, e non è un caso che una delle scene più toccanti del finale riguardi proprio loro. L'unico personaggio a non convincermi del tutto è stato George, subito oscurato da Wade, ha poi saltato tra buoni momenti ed altri molto meno buoni, il finale con A.B. mi è sembrato un pò forzato, come per dare pace a dei personaggi un pò maltrattati nel corso delle stagioni.
Chiudo dicendo che ho trovato perfetta la scelta per il matrimonio tra Zoe e Wade, in fondo per una coppia con una storia così poco convenzionale è una scelta geniale e molto più sensata del classico matrimonio col vestito bianco, e che non condivido le critiche alla scena finale che invece secondo me rappresenta perfettamente lo spirito di tutta la serie e dei cittadini di Bluebell. L'unica scelta che non capisco è quella di non rivelare il nome del figlio di Zoe e Wade che per altro era anche abbastanza facile, penso che saremmo stati tutti contenti se l'avessero chiamato Harley, in fondo è merito suo se Zoe è finita a Bluebell.
Mi sono dilungato ma la realtà è che non vorrei smettere di scrivere di Hart of Dixie perchè quando lo farà sarà davvero finita, mi sento come se fossi in procinto di lasciare la cittadina di Bluebell e facessi di tutto per procastinare la partenza evitando di dire addio ai miei amici. Purtroppo come tutte le cose anche le storie belle hanno una fine ed è arrivato il momento di partire ma, come tutte le persone che lasciano un posto caro, un pezzetto del mio cuore rimarrà a Bluebell e non dimenticherò tanto facilmente tutti i suoi abitanti.

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