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La mia Indianapolis 500 - Day 7

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Oggi si conclude il resoconto della mia avventura ad Indianapolis, il martedì è giorno di ritorno a casa e quindi anche di bilanci, non c'è molto da raccontare di una giornata passata tra aerei ed aereoporti ma il tempo passato in volo mi ha permesso di raccogliere idee e sensazioni di una settimana indimenticabile...

La sveglia di martedì è quella più difficile della settimana, oggi il programma è uno solo, raggiungere l'aereporto di Indianapolis e da lì intreprendere un viaggio di ritorno che, complice il fuso orario, sfiorerà le 24 ore, la partenza dall'albergo è infatti prevista attorno alle 9 mentre l'arrivo a Milano Malpensa è programmato per le 8 del giorno successivo! All'inizio l'atmosfera è ancora quella degli ultimi sette giorni, il viaggio in pulmino e le code in aereoporto sono tutte all'insegna di chiacchere e considerazioni sulla 500 Miglia e sulle corse in generale. In aereoporto non perdiamo occasione per osservare nuovamente le monosposto esposte qui e lì e per spendere gli ultimi dollari in souvenir e regali ovviamente a tema Indy 500.

Una volta imbarcati sul volo interno da Indianapolis a New York, complici anche i posti sparsi, comincia però a calare un pò di tristezza, comincio a rendermi conto che è finita, che si torna alla realtà e, per quanto sia felice di tornare dai miei cari, la mia micia e la mia ragazza, affiora un pò quella sensazione sgradevole di quando ci si sveglia di colpo nel bel mezzo di un sogno bellissimo. Arrivati a New York, in attesa di imbarcarci sul volo di ritorno, noto come più o meno tutti debbano provare le mie stesse sensazioni, le chiacchere che ci hanno accompagnato per quasi una settimana sono quasi sparite, ognuno di noi ha in mano il proprio smartphone e l'immagine d'insieme assomiglia a quella di degli sconosciuti seduti vicino per caso.

Sul volo per Malpensa alterno film a qualche breve pisolino e ripenso ancora una volta all'esperienza appena trascorsa, la tristezza per la fine lascia subito spazio alla gioia per tutto quello che ho visto e vissuto, a costo di essere noioso lo ripeto ancora una volta, questa esperienza è stata semplicemente perfetta, tante volte negli anni passati ho sognato di intraprendere questo viaggio ma mai, nemmeno nei miei sogni migliori, me lo ero immaginato così. Questi sette giorni hanno superato ogni mia immaginazione e qualsiasi aspettativa avessi, il problema è uno solo, dall'anno prossimo sarà una vera e propria tortura seguire la 500 Miglia di Indianapolis in tv, non fosse così lontana, senza alcun dubbio, ogni anno avrei appuntamento fisso all'Indianapolis Motor Speedway.

Mi viene in mente quante volte mi sono sentito un pò deriso per la mia passione per questa corsa, molti in Italia non l'hanno mai capita, la sottovalutano e non riescono ad essere raggiunti dal fascino immortale di questa gara che vale più di un titolo, ad Indy il vincitore viene definito Campione della 500 Miglia di Indianapolis, può sembrare un esagerazione all'americana ma non lo è! La Indy 500 è una giostra lanciata a velocità folle e senza controllo, una lotteria in cui è dannatamente complicato pescare il biglietto vincente, un posto in cui per vincere non basta essere il migliore ma servono una combinazione di fattori la cui ricetta è tutt'ora sconosciuta. A chi considera i 33 fenomeni della Indy 500 solo dei piloti di serie B che girano in tondo non proverò nemmeno a spiegare cosa vuol dire questa gara, a tutti gli altri posso invece dire una cosa, in anni di esperienze in autodromo non ho problemi ad affermare che solitamente vedere le gare dal vivo vale 100 volte vederle in tv, nel caso della classica dell'Indiana vale almeno 500 volte in più!

Arrivati a Malpensa, grazie al passaporto Italiano, saltiamo velocemente tutte le code ed arriviamo al ritiro bagagli, è il momento dei saluti, strette di mano ed abbracci, non posso che ringraziare i miei compagni di viaggio, è merito anche loro se questi giorni sono stati un sogno, ognuno di noi ritorna alla proprio vita e non so se ci sarà occasione di rivedersi, per lo meno non con tutti, proveremo a continuare a sentirci e, di sicuro, io non li dimenticherò mai.
Mentre aspetto ansioso che la mia ragazza mi raggiunga, non vedo l'ora di riabbracciarla, penso a quante cose vorrei fare nei prossimi anni ed intanto mi fisso un traguardo, non posso permettermi di attraversare l'oceano tutti gli anni, anche perchè ci sono tante altre cose che voglio fare, ma mi riprometto che lunedì non è stata l'ultima volta che ho messo piede nell'Indianapolis Motor Speedway, farò in modo che non sia stato un addio ma solo un arrivederci...

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