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Kodak DC4800

Kodak DC4800

Perchè mai sto scrivendo un articolo su una compatta con più di 24 anni alle spalle? Perchè è stata la mia prima macchina fotografica digitale, non ho mai avuto il coraggio di venderla, ogni tanto la porto ancora fuori a scattare e, pur con tutte le sue limitazioni, regala ancora dei colori per me bellissimi.

Piccola premessa, in questa serie di articoli scriverò delle piccole "recensioni" di alcune macchine fotografiche che uso, non aspettatevi una dettagliata recensione con gamma dinamica, resa del sensore ed altri tecnicismi, se vi interessano queste cose in internet ne trovate un milione e, soprattutto, di persone più competenti di me. Le mie saranno opinioni personali sull'utilizzo di macchine e lenti.

Partiamo da un pò di contesto, ho iniziato a scattare foto fin da piccolo, con delle usa e getta (ovviamente Kodak) che mi compravano i miei genitori, con una Kodak Instamatic che saltuariamente "rubavo" ai miei o che mi veniva ceduta per finire la pellicola (anche questa Kodak). Da appassionato di tecnologia non poteva non solleticarmi l'idea di provare il digitale e all'epoca per me la fotografia aveva un solo nome, Kodak.
Come potevo non innamorarmi di questa DC4800? Guardatela e pensate al 2000/2001, questa macchina con la sua finitura metallica dorata e le linee eleganti e pulite sembrava arrivare direttamente dal futuro.
Stiamo parlando di un sensore da 3 megapixel, e all'epoca non erano pochi, solo tre aperture selezionabili (2.8, 5.6 e 8) e diversi parametri configurabili.
La macchina permetteva anche di scattare in tif non compresso anche se lo si usava molto di rado, quasi 10Mb di file a quel tempo erano fuori scala (avevo CF da 16Mb e 32Mb) ed anche elaborale coi pc dell'epoca non era una passeggiata. Si scattava quindi direttamente in jpg e la post consisteva solo in un minimo ritaglio (tra il minuscolo mirino galeiliano e lo schermo a bassa risoluzione la composizione era un pò ad occhio) per poi stampare.

Comprai questa macchina su Mediaworld online il 26/02/2001, ho ancora la copia della fattura nella sua borsina per quando la portai a Malta, sia mai che la dogana mi fermasse almeno potevo dimostrare che era mia, e ci investii quasi due stipendi, la ricevuta segna un milione e 719 mila lire!
Era completa di ogni accessorio, due schede CF, due batterie, l'alimentatore esterno (che permette di usarla senza batterie). un adattatore da montare sulla lente che faceva o da paraluce o permetteva di montare filtri e aggiuntivi ottici e anche di quest'ultimi avevo, ed ho, il kit completo, un tele 2X, un grandangolare 0,6X e due closeup.
Per più di sei anni questa è stata la mia unica macchina fotografica digitale e mi ha seguito ovunque, ho fatto migliaia di scatti e, nonostante le sue limitazioni, l'ho amata, mi permetteva di scattare tanto senza dovermi preoccupare di sviluppo e stampa e poi i colori... guardate questa galleria di foto fatte negli anni con questa Kodak DC4800! 


Questa macchina ha settato, e segnato, per sempre il mio approccio alla fotografia digitale, in tre modi fondamentali.
- Prendere il buono della macchina fotografica che ho in mano aggirando i difetti e senza piangere se non ho duemila megapixel, non posso scattare a qualche centinaia di migliaia di iso, il sensore non è grosso come un lenzuolo o l'af non riconosce l'occhio di una Barbie in mezzo ad uno stadio pieno di persone.
- Anche se ora scatto quasi sempre in raw ridurre la post al minimo indispensabile, le foto mi devono venire bene quando le scatto, quello che mi piace della fotografia è uscire o andare ad eventi e scattare, non passare ore ed ore al pc a fare post, passo già la maggior parte delle mie giornate al pc per lavoro.
- Ed infine i colori, i colori di questa macchina sono tutt'oggi un benchmark per me, il riferimento per quello che voglio ottenere dalle mie foto e poco importa se alcuni le trovano un pò cariche o molto contrastate, soprattutto in un periodo in cui molti, grazie alla pancia dei nuovi sensori, aprono le ombre a cannone, io sono cresciuto con la pellicola e ancora di più con le diapositive e per me il colore e il contrasto delle foto e dei ricordi deve essere quello.

Insomma a differenza del solito non vi sto a dire perchè vi consiglio o sconsiglio di prenderne una, anche se a volte si trovano a 20/30€ e io un pensierino ce lo farei se non avete una vecchia "digicam" in casa, ma ho questa macchina da 23 anni, ho fatto migliaia di scatti, ogni tanto ancora la uso, è ancora perfetta e funziona senza problemi (le batterie originali non tengono molto ma se ne trovano ancora compatibili per pochi euro) ed i colori con cui escono i jpg, in condizioni di buona luce, da questa macchina mi scaldano il cuore.
Amavo tanto questa macchina, e Kodak, che quando decisi di fare il passaggio ad una reflex digitale il mio sogno era la Kodak DCS Pro 14n ma all'epoca non potevo permettermela e rimase un sogno mai realizzato ma questa è un altra storia che spero di poter raccontare presto.

Ogni volta che uso la DC4800 mi chiedo cosa sarebbe successo se Kodak non avesse fatto la fine che ha fatto, magari il mercato fotografico sarebbe diverso o magari no, però non posso non ammettere che Kodak ha lasciato un segno indelebile su di me perchè tutti i miei ricordi hanno il colore delle loro pellicole. La mia speranza è che un giorno la Eastman Kodak di Rochester, proprio lei, non su licenza, produca una nuova fotocamera con lo spirito di una volta, mettendoci la sua color science e magari dei profili pellicola che richiamino le mitiche Ektachorme, Kodachrome, Gold, Portra, T-Max... nel frattempo ogni tanto passeggio ancora con la Kodak DC4800 al collo.

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Classe '78, Varesino e Ducatista.

Appassionato di motori, fotografia, tecnologia, Lego, videogiochi, fumetti, film, serie tv...

Nostalgico degli ineguagliabili anni 80.

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