Presentata nel 2010 la Pentax 645D migrava al digitale la medio formato di Pentax, il risultato è un capolavoro pensato e costruito per creare arte! Se siete appassionati di fotografia fatevi un favore e trovate il modo per prenderne in mano una, guardare nel mirino e premere il pulsante di scatto, alla magia penserà lei.
Piccola premessa, in questi articoli scrivo delle piccole "recensioni" di alcune reflex e delle lenti che uso, non aspettatevi una dettagliata recensione con gamma dinamica, resa del sensore ed altri tecnicismi, se vi interessano queste cose in internet ne trovate un milione e, soprattutto, di persone più competenti di me. Le mie saranno opinioni personali sull'utilizzo di macchine e lenti, su cosa mi piace e cosa meno.
Era il 10 marzo del 2010, più di quindici anni fa, quando Pentax presentava al mondo la Pentax 645D, Pentax non aveva semplicemente infilato un sensore in una delle sue 645/645N ma ne aveva preso spunto per crearne una nata per il digitale e per il cuore aveva scelto un poderoso CCD Kodak da 44 x 33 mm per 40 megapixel, il Kodak KAF-40000 FFT CCD (fattore di crop 0,78x).
Il sensore è più piccolo della pellicola delle originali 645 ed usando le lenti delle sorelle analogiche su queste ci sarà un leggero crop ma questa, e la successiva 645Z, sono tra le poche reflex col sensore più grande del classico full frame, soprattutto se parliamo di un corpo macchina unico escludendo i vari dorsi digitali.
A guardarla mette soggezione e non solo per le dimensioni, questa non è una normale reflex e con più la si usa e con più ci si rende conto che è stata pensata e costruita per creare opere d'arte, lo dico senza vergogna, io che non mi ritengo questo gran fotografo, a tratti mi sento inadeguato ad usarla, un pò come se mi trovassi a guidare una Ferrari F40, non solo avrei soggezione ma sentirei di poterla al massimo portare a passeggio non avendo le capacità di farle esprimere tutto il suo potenziale.
Ma torniamo a questa Pentax 645D che, ovviamente, è grande e pesante anche se nel maneggiarla sembra meno del suo chilo e mezzo, questo anche grazie alla solita cura dei dettagli da parte di Pentax, l'impugnatura e grande e comoda con anche un pronunciato appoggio per il pollice. Resta una fotocamera da usare con due mani ed il più possibile sul treppiedi e la cosa è evidente anche a guardarla, oltre all'attacco sotto al corpo macchina c'è n'è uno anche sul lato sinistro in modo da poterla montare comodamente anche in verticale.
Il monitor posteriore fa il suo dovere, niente live view col CCD per questo guardare alla successiva, ma è l'enorme pannello lcd superiore a darci comodamente tutte le informazioni ed a sottolineare ancora una volta la cura maniacale di Pentax che ha ben pensato di montarlo inclinato verso il fotografo per rendere l'uso il più comodo possibile.
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Eviterò di elencarvi la moltitudine di tasti e comandi, Pentax ha sfruttato a dovere il tanto spazio a disposizione, vi basti sapere che c'è un comando manuale per qualsiasi cosa possa servirvi, dalle tre "rotelline" per il mirror up, l'area di messa a fuoco e il tipo di messa a fuoco, alla ghiera per la modalità esposimetrica e, ovviamente, essendo Pentax, sulla ghiera delle modalità non possono mancare Sv e TAv oltre al magico pulsante verde.
Essendo una professionale ovviamente, sì sempre ovviamente essendo una Pentax, non possono mancare doppio slot SD e tropicalizzazione e, altrettanto ovviamente essendo Pentax, un menù chiaro e semplice, una fantastica schermata riepilogativa e quelle tante finezze che solo chi ha usato una Pentax conosce e di cui sente la mancanza quando usa una fotocamera di un altro brand.
Usare la Pentax 645D è una libidine che chiunque sia appassionato di fotografia dovrebbe provare almeno una volta, il suo mirino è una finestra su un mondo speciale e no, non è lenta come alcuni dicono, ha la velocità giusta per usarla senza se e senza ma. Le fotografie ed i file che restituisce sono semplicemente magia che nelle mani del giusto fotografo si tramutano facilmente in arte. Se potessi tenere una sola fotocamera non so se sceglierei questa Pentax 645D soprattutto per le dimensioni importanti, ma dovermi separare da lei sarebbe una vera tortura e sono certo che mi mancherebbe infinitamente.
Inutile dire che è impossibile passare inosservati girando con lei in mano anzi, tutto il contrario, mi è capitato più di una volta di diventare il centro dell'attenzione di chi avevo attorno!
Come dite? Sono stato troppo sdolcinato e poco tecnico? La Pentax 645D è una di quelle fotocamere per cui la scheda tecnica conta meno di niente e che la si prende col cuore per quello che sa trasmetterci e regalarci e per questo dobbiamo ringraziare Pentax che negli anni, facendo a modo suo e non seguendo necessariamente mode e trend, ha saputo creare capolavori come questa 645D.
Arriviamo al punto, la consiglio? Sì, sì e sì, e... sì ancora, come già detto chiunque sia appassionato di fotografia dovrebbe provarne una, ma tenendo bene a mente che è una fotocamera per appassionati dal palato fine anche perchè il prezzo da pagare non sono solo pesi e dimensioni, nonostante abbia più di quindici anni i prezzi sull'usato hanno tenuto e per una ben tenuta da negozio spesso si sfiorano i duemila euro solo corpo, le ottiche poi non sono facilissime da trovare ed anche loro mantengono prezzi non sempre abbordabili. Ma in fondo è difficile dare un prezzo ad un capolavoro senza tempo.
LE TRE COSE PER CUI LA CONSIGLIO
- Una fotocamera costruita divinamente.
- Come lei nessuna, è di una altra categoria.
- Sensore CCD Kodak non credo ci sia altro da aggiungere.
LE TRE COSE PER CUI LA SCONSIGLIO
- Costa ancora un certo gruzzoletto.
- Ottiche non facilissime da trovare ed ancora ben quotate.
- Dimensioni e pesi non per tutti.



