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Indy pronte in pitlane

La mia Indianapolis 500 - Day 3

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Venerdì 25 maggio 2018, anche stamattina mi sveglio molto prima che suoni la sveglia, messaggi a casa, doccia, crema solare, colazione e pronto alla partenza, oggi è il Carb Day, primo appuntamento uffiale del weekend di corsa, i piloti della Indy in mattinata avranno un ora di prove libere, l'ultimo momento per testare le auto prima della corsa di domenica...

Sono circa le nove e mezzo quando arriviamo in circuito, il sole è già alto nel cielo e la temperatura sfiora i 30 gradi, l'atmosfera è completamente diversa da quella del giorno precedente, l'autodromo non è più deserto, tranquillo e silenzioso, a scaldarlo non c'è solo il sole ma un infinità di persone colorate che invadono paddock e tribune portandosi dietro piccole ghiacciaie a forma di trolley piene di bibite, birre e coloratissime gelatine alcoliche. A far loro da cornice i punti di ristoro e di vendita gadget sotto le tribune tutti aperti e pullulano anche i chioschi di panini, hot dog e limonate con vodka, sì, avete letto bene, ci sono ovunque chioschi dedicati solo a questa bevanda.

Prima di scalare anche noi le altissimi tribune attraversiamo il sottopasso e ci dirigiamo verso il paddock, dobbiamo andare all'hospitality del Team Andretti, per arrivarci dobbiamo però attraversare la zona box e tenere unito il gruppo è un impresa. Le serrande sono quasi tutte alzate, le auto in bella vista, senza il cofano, e coi meccanici alle prese con le ultime regolazioni e tarature, ci perdiamo via finchè i ragazzi di Formula Passion non ci richiamano all'ordine, anche perchè alle 10 abbiamo un appuntamento importante! Arrivati al tendone dell'Hospitality non facciamo in tempo a guardarci intorno che ci viene incontro il mitico Piedone, proprio lui, Mario Andretti, che, in un perfetto italiano, esclama "Finalmente, che bello incontrare gli amici italiani!" ... è la fine, la maggior parte di noi non capisce più niente e si lancia verso di lui per stringergli la mano e scambiare due parole. Per l'ennesima volta fatico a spiegare a parole le emozioni, Mario è uno dei miei idoli da sempre, soprattutto per la passione, la semplicità e la genuinità con cui ha sempre affrontato le corse, vi basti sapere che a 78 anni è lui a guidare la Dallara biposto ad Indianapolis e nonostante siano solo giri dimostrativi chiede sempre ai meccanici le giuste regolazioni e che tutto sia in ordine per poter guidare al meglio.
Piedone ci dedica mezz'ora di gentilezza che noi ricambiamo con un approccio ordinato per farci fare ognuno una foto con lui e poi per farci autografare qualcosa, io mi faccio firmare uno dei due biglietti e lo saluto, ancora una volta, con un sorriso ebete, felice come un bambino che il 25 dicembre vede Babbo Natale spuntare dal camino!

Salutato il grande Campione ci dirigiamo in tribuna, il caldo è oramai letale ma non sì può mancare l'appuntamento delle 11, ci mettiamo in cima alle gradinate della curva uno, giusto sotto la postazione degli spotter, e da lì possiamo ammirare l'uscita della quattro, tutto il rettilineo di partenza, le prime due curve e l'imbocco del rettilineo di ritorno, insomma, più di mezza pista, una altro panorama da mozzare il fiato. Le tribune sono gremite e coloratissime, fatichiamo a trovare tutti posto da tanto sono piene, intanto le auto sono già tutte in fila nella pitlane in attesa del semaforo verde. Qui non funziona come in Formula 1 dove i piloti entrano in pista alla spicciolata, tutt'altro, appena la direzione gara riempie la torre di led verdi le auto partono all'unisono sgommando, il suono lacera quello che prima sembrava un silenzio assoluto, e non lo era visto il brusio di migliaia di persone sugli spalti, il mio cuore sobbalza iniziando a pompare qualcosa che credo abbia la composizione di benzina mista ad adrenalina.
Veder girare le Indy per la prima volta dal vivo è un altra di quelle cose che non si può spiegare, non sono un pivello, sono stato sui circuiti di mezza Europa a vedere qualsiasi tipo di categoria vi venga in mente, dalla F1 alla Superbike, e non mi sono fatto mancare nemmeno i rally sulle strade italiane... eppure questi bolidi che volano a più di 400Km/h fiondandosi nelle curve quasi in pieno fanno impressione e mi regalano emozioni completamente nuove.
Dopo aver fissato ad occhi sbarrati, e bocca aperta, per un buon quarto d'ora questo spettacolo decido che è ora di darsi da fare, mi alzo, mi cerco una postazione buona e dedico il resto dell'ora di prova a fotografare il più possibile le monoposto che frecciano sotto di me.

 L'ora di prova passa in un lampo ma per fortuna non c'è tempo per dispiacersene, poco dopo parte la Freedom 100, la gara delle Indy Light, la categoria propedeutica alle Indycar. Lo schieramento di partenza è un pò desolante, solo otto partenti, ma la gara appassionante, le posizioni cambiano ad ogni curva, credo non ci sia stato un giro senza almeno un soprasso per ognuna delle 4 curve! Seguo la gara col fiato sospeso mentre scatto una mare di fotografie, alla fine applaudiamo al trionfo di Colton Herta. Finita la gara sono le 13 passate, scendiamo un attimo dagli spalti riunendo il gruppo, ci procuriamo birre ed hot dog e ci spostiamo sulle tribune di fronte alla pitlane, alle 13.30 è infatti in programma la gara dei pit stop, in pratica i piloti della Indycar, e soprattutto i loro team, si sfidano a due a due, chi è più veloce nel cambio gomme avanza mentre l'altro è eliminato. Una competizione molto sentita in tribuna, la gente si scalda di nuovo incitando i propri beniamini, alla fine sarà il team di Scott Dixon a vincere la sfida.

Sono circa le 15.30 e per oggi l'attività in pista è terminata ma in circuito la temperatura è altissima e non solo per il caldo, le persone girano per i box, assaltano gli store, e si radunano all'interno di curva tre dove è in programma il Miller Lite Carb Day Concert dei Train per tre ore di musica, junk food e birra! Lo spettacolo nello spettacolo, la Indy 500 oltre ad essere una delle corse più famose del mondo è anche una grande festa che dura un intero weekend. Noi, provati soprattutto dal caldo infernale, ad un certo punto decidiamo di tornare in albergo per una bella doccia rinfrescante e per prepararci alla cena.

Per chiudere la giornata decidiamo di andare in centro ad Indianapolis, o downtown come dicono qui, ma a causa di un tassista alla sua prima corsa negli States, non solo non è in grado di capire le strade nemmeno col navigatore ma non riconosce nemmeno i sensi unici, arriviamo tardissimo per cui troviamo al volo un locale carino ed all'apparenza alla moda e ci mettiamo in attesa di un tavolo bevendo una birra. Mentre aspettiamo ripartono i discorsi ed i ricordi sulle più disparate categorie di motorsport, la temperatura la sera è un pò più piacevole per cui prendiamo di buon grado la sistemazione all'esterno per la cena, il cibo, le birre e le interessantissime conversazioni fanno volare il tempo. Tornando in albergo ripenso a quanto siano stati incredibili questi giorni e siamo solo a venerdì sera!

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