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Indycar storiche in pista

La mia Indianapolis 500 - Day 4

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Sabato, il 26 maggio, la vigilia della corsa, è il Legend Day giorno dedicato ai campioni storici della Indy 500 ed alle loro auto. Un giorno un pò più tranquillo, la quiete prima della tempesta verrebbe da dire, ma c'è comunque molto da fare e da vedere, anche in città dove si svolge la parata dei piloti, noi decidiamo di evitare la bolgia per le strade e ti tornare in circuito.

Archiviata la solita routine, dalla sveglia anticipata fino alla lotteria dei taxi, raggiungiamo il circuito dove l'attività è già iniziata da un pò, dalle 9 alle 10 è in programma la sessione di autografi dei piloti, un rito imperdibile. Sono divisi per file dello schieramento di partenza, a tre a tre per 11 postazioni, bisogna scegliere il gruppo che si preferisce e mettersi in coda, le file sono lunghissime ma ordinate e i coloratissimi tifosi attendono pazientemente il loro turno prima di scambiare due parole coi campioni, farsi fare un selfie e chiedere un autografo su qualsiasi cosa vi può venire in mente. Io ho già dato sia con Andretti che con Dixon per cui dopo aver osservato un pò decido di farmi un giro nella parte di paddock che non ho ancora visto tra cui una zona dedicata alle Chevrolet che hanno fatto da Pace Car nella storia della Indy 500.

Il tempo non è bellissimo, anche se il caldo è sempre infernale, e ad un certo punto inizia a piovigginare, io con qualcun'altro del gruppetto decidiamo di andare a prendere posto nelle tribune coperte in fondo al rettiline così da riuscire ad assistere al meeting pubblico dei piloti che si svolge in pitlane. E' un incontro con tutti i piloti che correranno domani con saluti, premiazioni varie e una specie di piccolo spettacolo tutto rivolto al pubblico che ha di nuovo riempito le tribune. Qui è così, i piloti e le auto non sono blindati dietro a recinzioni, muri e guardie, qui tutto è a portata di appassionato, tutto è dedicato a chi paga per vedere la corsa.

La nostra attesa però è tutta per le 11.30 quando partiranno i giri delle auto storiche, divise per gruppi, che percorreranno l'ovale in una parata. E' un ora che apprezzo tantissimo, non è una gara ma nemmeno una parata vera e propria, le auto girano scortate dalla Pace Car ad un ritmo abbastanza sostenuto, un occasione per fotografare in movimento auto compagne di quelle viste due giorni prima al museo, ce ne sono di qualsiasi età ed ognuna emette una musica diversa ma bellissima, l'ennesimo spettacolo.

Col rientro delle "nonne" ai box l'attività in pista è di fatto conclusa per oggi ma in circuito le manifestazioni per il pubblico non si fermano, prima un paio d'ore di autografi con le Leggende, i piloti che negli anni hanno corso, ed in alcuni casi vinto, la Indy 500, si parla di Gil De Ferran, Bryan Herta, Parnelli Jones, Bobby Rahal, Stefan Johansson, Bill Vukovich, Emerson Fittipaldi, Arie Luyendyk, Jimmy Vasser, Bobby Unser... solo per nominare alcuni dei più conosciuti.
Alle 15.30 altre tre ore di concerto, inizia il Firestone Legends Day Concert con Sam Hunt, e riparte la musica, le grigliate, le birre... la festa all'interno del catino più famoso del mondo non finisce mai!
Intanto la temperatura esterna sta di nuovo flirtando coi 40 gradi e noi decidiamo di mangiare qualcosa e poi tornare in albergo, chi per una doccia fresca ed un pò di riposo e chi per sfruttare la piccola piscina all'interno dell'albergo.

Per oggi, visto quello che ci aspetta domani, decidiamo di risparmiare le energie, in serata andiamo a mangiare in un posto vicino all'albergo con l'idea di andare a dormire presto, la meta non viene del tutto raggiunta visto che ci perdiamo di nuovo in chiacchere, partiamo con Superbike e Tourist Trophy e finiamo per ricordare episodi storici della Indy 500, passeggiando verso l'albergo parte l'amarcord su Monza e sulle mitiche R5 e qui sì che si vedono i veri nerd delle corse!
Arrivato in camera mando qualche messaggio a casa, sento la loro mancanza, ma il pensiero continua a tornare a quello che ci aspetta domani, finalmente è il grande giorno e chiudo gli occhi con un pò di paura, da un lato ho la certezza di realizzare un grande sogno, dall'altra temo che le aspettative cresciute e alimentate per anni non siano diventate sproporzionate per essere totalmente soddisfatte.

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