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Indy 500

La mia Indianapolis 500 - Day 5

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Oggi è il grande giorno, domenica 27 maggio 2018 è il giorno della 102esima 500 Miglia di Indianapolis, per evitare code interminabili decidiamo di partire per tempo, non sono nemmeno le 6 di mattina quando montiamo sui taxi che ci condurranno all'Indianapolis Motor Speedway, l'adrenalina è alle stelle, il caldo sià soffocante e non è nemmeno spuntato il sole!

Arriviamo all'ingresso principale del circuito che non sono ancora le sette, ai controlli di sicurezza le code sono brevi e veloci, faccio vedere il contenuto della mia borsa e entro nel tempio della velocità, la piazza che separa l'ingresso dalle tribune è gremita di persone di tutte le età, giacciaie a forma di trolley, chioschi improvvisati che vendono cuscini per le tribune e qualsiasi tipo di gadget. La visione è da togliere il fiato, il sole è spuntato da pochissimo ed è ancora basso nel cielo, è nascosto ma filtra negli spazi vuoti tra le varie file degli spalti regalando un atmosfera incredibile.
In quattro abbiamo un posto diverso rispetto al resto del gruppo e ci incamminiamo verso curva tre dove è già iniziato lo Snake Pit, l'ennesimo concerto del week end che prevede al solito grigliate, birra ed anche fango! Veniamo però presto distratti da un cancello aperto, si può entrare in pista! Il richiamo è troppo forte, l'idea di calcare ancora una volta il leggendario asfalto del catino dell'Indiana a poche ore dalla partenza della gara è... beh, ci siamo capiti, ci fiondiamo sul rettilineo principale e ne approfittiamo per farci l'ennesima sessione di foto.

Il programma della giornata però è fittissimo e ben presto veniamo gentilmente accompagnati al cancello che ci riporta verso il paddock decidiamo così di riprendere il cammino verso la curva 3. Sotto la Pagoda incontramo le varie bande che si praparano per la loro parata in pista prevista dalle 8 alle 8.30, scattata qualche foto ci avviamo a percorrere il lungo rettilineo della pista stradale che vi porta verso il sottopasso tra curva 3 e 4, incamminandoci troviamo vari banchetti con enormi dispenser di crema solare a disposizione di qualunque spettatore, io sono già pronto alla battaglia contro il sole.
Costeggiamo la zona del concerto e rimango per un attimo fermo ad ammirare l'incredibile baraonda di una festa assurda a poche ore del via della gara, percorriamo il sottopasso e raggiungiamo la nostra postazione, abbiamo 4 posti abbastanza alti nella tribuna all'esterno di curva 3, la vista è magnifica, possiamo ammirare buona parte del rettilineo opposto, curva tre e quattro e l'ingresso del rettilineo di partenza, di fronte a noi un grosso megaschermo ci permetterà di non perdere niente di quello che succederà nelle prossime ora.

Ma il meglio del meglio deve ancora venire, la nostra hospitality è posta alla base della tribuna, esattamente tra le due curve ed appena dietro le reti, tendone a ripararci dal sole, ventilatori contro la temperatura sahariana di quella che viene definita la Indy 500 più calda della storia, televisori per non perdere niente e mangiare e bere fino alla morte. Inutile dire che prendiamo subito posto in uno dei tavolini nella posizione migliore ed intanto che in pista sfilano le bande guardiamo il via del GP di F1 a Monaco. Dalla nostra postazione possiamo fare tutto senza perderci niente e così mentre facciamo colazione tra caffè, succhi, macedonie e dolci seguiamo con un occhio il GP di F1 e con l'altro il programma pre Indy 500, l'ingresso del Brog Warner Trophy, i giri di pista di alcune miss, l'ingresso in schieramento delle auto, il passaggio del bombardiere militare ed il giro di pista dei piloti che hanno fatto la storia della corsa.

Mentre a Montecarlo Ricciardo vince la corsa, ed io sono decisamente contento per lui, se lo è ampiamente meritato, manca meno di un ora alla partenza della Indy 500 ed il programma si fa serrato, dopo l'ingresso in pista dei piloti si susseguono vari inni fino a quello nazionale ed è una scena assurda per chi come noi non ci è abituato, all'annuncio dell'inno cala un silenzio surreale, in una sorta di stadio con 400 mila persone che fino ad un attimo prima parlavano, cantavano e ballavano non si sente volare la classica mosca. Ogni testa viene liberata da copricapi e cappellini, tutti si alzano in piedi, mano al cuore e cantano il loro inno, non sono americano ma l'emozione è stata talmente intensa che mi sono ritrovato pure io in piedi con la mano al petto.

Alla fine dell'inno, dopo un applauso scrosciante, gli altoparlanti annunciano "Drivers to your cars", il mio cuore batte sempre più forte, dopo la classica "Back Home Again In Indiana" ecco l'annuncio che per una vita ho sognato di sentire dal vivo, "Lady and Gentleman, Start Your Engine", i motori si accendono, le tribune oramai stracolme esplodo ed una scarica di adrenalina mi entra in circolo. Il mio cuore comincia ad andare fuori giri mentre la auto ci sfilano davanti dietro la Pace Car, alle 12.20 la gara prende il via ed in un attimo i 33 mostri sono da noi, il primo passaggio dei piloti e delle loro auto in gruppo non lo dimenticherò mai, un emozione che non provo nemmeno a descrivervi, una sensazione incredibile, uno spettacolo oltre ogni immaginazione!

Le successive ore sono un sogno, posso assistere alla mia gara preferita da una postazione privilegiata, mangiando e bevendo, senza perdermi niente. Alcuni incidenti avvengono proprio sotto i nostri occhi facendoci balzare in piedi e rimanere col fiato sospeso fino all'applauso quando i piloti escono con le loro gambe dalle loro auto, e man mano che la gara avanza la lotta si fa più intensa e serrata. Sotto i nostri occhi avvengono alcuni dei sorpassi più belli della gara, come quando in quattro affiancati in fondo al rettilineo di ritorno si lanciano in un numero d'alta scuola per risucire ad infilare curva tre senza danni. Evito di farvi la telecronaca della gara, potete trovare persone più brave di me sui siti specializzati, ed evito anche di calcare la mano sulle emozioni provate e sul godimento assurdo di poter assistere a questa gara a pochi metri dalla pista, finirei per essere ripetitivo e noioso.
Posso dirvi che alla fine vince meritatamente Will Power e che io, alla bandiera a scacchi, avrei voluto che ripartissero a breve per una seconda gara, non ne avevo abbastanza, ne volevo ancora, penso che avrei potuto vedere almeno altre due 500 miglia prima di arrendermi alla stanchezza!

Dopo la cerimonia di premiazione ed il giro d'onore di Will Power ci mangiamo un gelato in attesa che un pò di persone comincino a lasciare il circuito, in silenzio osserviamo la pista vuota e credo che ognuno di noi provi quello che provo io, la gioia di aver vissuto questa esperienza ma anche un pò di malinconia perchè, come tutte le cose belle, è già finita. Lasciata la nostra postazione non ce la sentiamo ancora di abbandonare il circuito e così gironzoliamo un pò comprando qualche altro souvenir e guardando le tribune e le strade interne che pian piano si svuotano, alla fine il caldo e la stanchezza hanno la meglio su di noi, lasciamo il circuito con un enorme sorriso e mentre percorriamo a piedi la Main Street chiusa al traffico riusciamo a chiaccherare con vari fan che tornano a casa e che rimangono stupiti quando scoprono da dove arriviamo.

Raggiungo l'albergo distrutto dal caldo, mi concedo una lunga doccia prima di ricongiungermi al gruppo di nuovo riunito, deicidiamo di cenare in una steak house ad un quarto d'ora a piedi dall'albergo. I discorsi vertono principalmente sull'esperienza vissuta e l'impressione è che tutti siano molto soddisfatti. Rientrato in albergo sono certo di aver vissuto una delle esperienza più belle della mia vita e finalmente posso dirlo, non solo la 500 Miglia di Indianapolis non ha deluso le mie aspettative, maturate per una ventina d'anni, ma le ha ampiamente superate, non dimenticherò mai questi giorni.

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